I fiori rubati

scritto da Annabelle
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Autore del testo Annabelle

Testo: I fiori rubati
di Annabelle

Marta aveva un suo sistema contabile molto preciso.
Ogni giovedì comprava 9 crisantemi bianchi al mercato.
Tre per Calogero, tre per la bambina della 211, tre per Ignazio.
Lo faceva con serietà, come si paga una bolletta.
Il problema è che da un mese, i conti non tornavano più.
Arrivava, puliva la lapide di Calogero, metteva i tre crisantemi freschi nel vasetto,faceva il giro per gli altri due,tornava indietro per salutare Calogero, prima di andare via, ma i fiori non c'erano più.
Solo il vasetto vuoto,o peggio, i suoi fiori freschi sostituiti da uno stelo secco e marcio.
La prima volta pensò:
Il vento.
La seconda:
Il custode che fa pulizia...
La terza volta vide una signora. Elegante, borsa di pelle, occhiali da sole anche all'ombra dei cipressi. Faceva il giro veloce, guardinga.
Si chinava sulle tombe dimenticate, quelle con i fiori nuovi e con una mossa da professionista, li sfilava e li infilava nella sua borsa per poi andare a metterli sulla tomba del marito, due file più in là, che così sembrava sempre fresco e ben voluto.
Era una ladra di fiori.
La categoria più bassa dell'ecosistema cimiteriale, secondo Marta.
Più in basso dei piccioni che cagano sulle foto.
Marta, che era una donna seria, decise di affrontarla con educazione.
"Signora, mi scusi"
disse il quarto giovedì, mentre la beccava con le mani nel vasetto di Calogero.
"Quelli li ho appena messi io"
La signora si tolse gli occhiali, la squadrò dall'alto al basso.
"E allora?
Qui i fiori sono di tutti,mica c'è scritto il nome.
E poi i tuoi morti tanto sono dimenticati, che te ne frega?
Almeno servono a qualcuno che viene ancora pianto"
E se ne andò, con i tre crisantemi di Calogero che spuntavano dalla borsa come un trofeo.
Marta rimase ferma,non per la cattiveria,ma per il principio.
E soprattutto per Calogero, per la bambina, per chi era dimenticato e che aspettava una settimana intera per quei tre fiori e si ritrovavano derubati pure da morti.
Il quinto giovedì Marta arrivò prima. Molto prima,alle sette e trenta del mattino, quando il cimitero apre e c'è solo l'umidità.
Portò 12 crisantemi invece di 9.
E portò anche la sua spazzola di ferro per il muschio,quella pesante, quella seria.
Aspettò dietro al cipresso grande, quello che vede tutta la fila dei dimenticati.
Alle 8:30 arrivò puntuale la signora con la borsa.
Giro di ricognizione,vide i fiori nuovi su Calogero,sorriso soddisfatto. Si guardò intorno,non c'era nessuno.
Si chinò e allungò la mano.
Marta uscì da dietro il cipresso.
"Signora"
disse con la sua voce da messa.
"lo sa che rubare ai morti porta sfortuna?"
La signora fece un balzo, poi si incazzò:
"Ma sei scema?
Mi spii?
Questi sono fiori di un cimitero pubblico!"
"No"
disse Marta.
"Questi sono di Calogero e Calogero è stanco di essere dimenticato e anche di essere derubato.
È una doppia ingiustizia"
Ci fu una colluttazione,non da film.
Ma una colluttazione vera, goffa, tra due donne tra le tombe, con una borsa di pelle che volava e crisantemi ovunque.
La signora inciampò all'indietro, sul cordolo basso della tomba di Calogero.
Un brutto tonfo,secco e la testa fini contro il marmo.
Silenzio,si sentivano solo i piccioni.
Marta si avvicinò,la signora non si muoveva più, stesa composta proprio tra i suoi dimenticati, con un crisantemo bianco ancora stretto in mano.
Marta le tolse delicatamente il fiore dalle dita,lo rimise nel vasetto di Calogero.
Poi prese gli altri due dalla borsa aperta e li mise a Ignazio e alla bambina.
Sistemò tutto e contò:
Tre per ognuno .
E i conti tornavano di nuovo.
Guardò la signora, poi guardò il custode che in lontananza arrivava col suo ape e sospirò con quel misto di senso pratico e filosofia che hanno solo le donne che vanno al cimitero di giovedì.
E disse:
"Signora, mi dispiace è stato un incidente e gli incidenti capitano. Ma... guardi il lato positivo:
Si trova già al cimitero, no?"

I fiori rubati testo di Annabelle
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